About Congress

TRANSFORMATIONS IN PSYCHOANALYSIS

24th IPSO European Meeting, Milan, Centro Milanese di Psicoanalisi , 5-7 October 2018

 

“…the dream-work does not shrink from the effort of recasting unadaptable thoughts into a new verbal form—even into a less usual one—provided that that process facilitates representation and so relieves the psychological pressure caused by constricted thinking.” S.Freud, Interpretation of Dreams.

The term “transformation” is widely used in contemporary psychoanalytic discourses and features different meanings. Thus, it seems important to distinguish the use of the term in a descriptive sense as a synonym of “change”, from the use of the term in psychoanalysis as the specific concept that Bion (1965) introduced.

The widespread and generic use of the term “transformation” reflects a contemporary common meaning of the analytic work as possibility of fostering psychic changes (emotional, ideational, imaginative) in patients, that improve the quality of the subjective experience, rather than healing, in more classical terms, from failed or pathological forms of existence. This aspect may be also understood in Bion’s formulation (1965) even though, in this case, it presents itself in a far more radical and wide way as a key concept in order to rethink and, in some respects, radically “transform” the contents and modes of the analytic practice.

The reference to Freud’s work, in which the term “transformation” is used in a descriptive sense several times, stands as a basic premise indicating the work of dreaming and the fates of drives as the matrix of all psychoanalytic transformations (dream is a central, although different, experience also in Bion’s thought).

So, what is “transformed” in psychoanalysis? What changes? How does the change take place? When? Why?

In the Italian Psychoanalytic Society, transformations are currently the object of research through the application of the three-level model for observing patient transformations (IPA Project Committee on Clinical Observation and Testing, 2014), which is used to conduct systematic clinical observations of patients undergoing psychoanalytic treatment. Specifically focusing on the transformations that occur in the patient during the analysis, it means recognizing the priority of the change that psychoanalysis promotes, with the implication that it takes place within the reciprocal relationship with the analyst. In this sense, “research” on transformations is an attitude of the psychoanalyst that develops both during the session and in après-coup on the clinical report (Nicolò, 2017; Vigna Taglianti, 2017). The psychoanalyst, with the attitude of a “researcher,” approaches the clinic with curiosity and humility, willing to disconfirm his/her theories, to observe transformations or small changes in the relationship with the patient and to find new meanings.

Contemporary psychoanalysis is also an expression of important transformations. The concept of the unconscious has changed over time. The unconscious even more placed at the center of the analytic couple’s work, nowadays. This has led to a growing interest in the preverbal, the “music” of the session, the body, the rêverie, and the role of playing in psychoanalysis with adult patients too. At the same time, psychoanalysis is moving away from hospitals and universities, even if this sites have taken part of the cradle of its origin. Following history cyclicity, we now witness a “post-modern,” potential return of psychoanalysis to the main institutions for care and training. We mean a psychoanalysis that has been transformed by the development of its own thought and by confrontation with the reality of our times, different from that of a hundred years ago.

Contemporary psychoanalysis, and our European society with her, is confronted with various qualities of psychic pain, with existential emptiness encapsulated in the virtual world, and with primitive states of mind leading to the expression of diffused aggression and sexuality. We believe that these new psychic sufferings cannot be understood and transformed in the absence of a psychoanalytic thought. Psychoanalysis therefore addresses other contexts of care as well. By activating the “psychoanalytic functions of the mind” (Bion, 1965) of working groups in both public institutions and private practice, psychoanalysis nourishes the professional culture, giving rise to half-breed and creative expressions of cure.

Thus, the transformations that psychoanalysis makes possible are also those that involve heterogeneous care settings: from couple therapy to group therapy, to psychiatric acute inpatient treatment, to new forms of home-based care, and so on.

Finally, another possible and interesting reflection on the transformations, taking place in psychoanalysis, concerns the change that a candidate experiences in his/her own way of thinking and working during the psychoanalytical training. A transformation and an identity development that should also continue after the analytic training.

Candidates’ works on these themes and on other possible declinations of the theme of “transformations” will be welcomed at the 2018 European meeting in Milan.

TRASFORMAZIONI IN PSICOANALISI

24o IPSO European Meeting, Centro Milanese di Psicoanalisi, Milano, 5-7 ottobre 2018

“… il lavoro onirico non teme la fatica di trasfondere, in un primo tempo, il pensiero grezzo in un’altra forma linguistica, anche se questa è la meno consueta, purché renda possibile la raffigurazione e ponga così fine al travaglio psicologico del pensiero impedito.”  S.Freud, L‘Interpretazione dei Sogni 

Il termine ‘trasformazione’,  molto usato nei discorsi della psicoanalisi di oggi ci porta a riflettere su cosa si intenda per ‘trasformazione’ in psicoanalisi. Innanzitutto pare importante distinguere l’uso della parola come termine descrittivo del linguaggio comune, sinonimo di cambiamento, dalla ‘trasformazione’ come concetto specifico del lavoro psicoanalitico, così  come definito da Bion (1965). L’uso diffuso e generico del termine riflette un senso generale del lavoro analitico, abbastanza condiviso tra gli psicoanalisti contemporanei,  come possibilità di favorire nel soggetto cambiamenti psichici (emotivi, ideativi, immaginativi) che migliorino la qualità della sua esperienza vissuta, più che come cura o guarigione, in senso classico, da forme di esistenza più o meno “mancate” o patologiche. Forse quest’aspetto può essere anche compreso nel concetto bioniano (Bion, 1965), che tuttavia si pone in modo molto più radicale e vasto come concetto cardine intorno al quale ripensare e, per certi aspetti, radicalmente “trasformare” i contenuti e i modi della  pratica analitica. Il riferimento all’opera di Freud, in cui troviamo il termine di trasformazione più volte citato in senso descrittivo, si pone come presupposto, indicando come matrice di tutte le trasformazioni psicoanalitiche il lavoro del sogno (e il sogno sarà esperienza centrale, seppur diversa, anche per Bion) e i destini delle pulsioni.

Ma allora cosa si “trasforma” in analisi ? Cosa cambia? Come avviene il cambiamento? Quando? Perché?

All’interno della Società Psicoanalitica Italiana, le trasformazioni sono attualmente oggetto di ricerca attraverso l’applicazione del Three – Level Model for Observing Patient’s Transformations (IPA Project Committee on Clinical Observation and Testing, 2014) ad osservazioni cliniche sistematiche di pazienti in trattamento psicoanalitico. Focalizzarsi puntualmente sulle trasformazioni che avvengono nel paziente durante l’analisi significa riconoscere la priorità del cambiamento che la psicoanalisi promuove, con l’implicito che esso avviene all’interno della reciproca relazione con l’analista. La “ricerca” sulle trasformazioni è, così intesa, un assetto della mente cui tendere sia in seduta, sia nella riflessione in après-coup sul materiale clinico (Nicolò 2017 e Vigna Taglianti, 2017). Lo psicoanalista, con attitudine da “ricercatore”, si approccia alla clinica con curiosità ed umiltà, disposto a disconfermare le proprie teorie, per osservare trasformazioni o piccoli cambiamenti nella relazione con il paziente e giungere a nuovi significati.

La psicoanalisi contemporanea è anch’essa espressione di un importante cambiamento: il concetto di inconscio si è nel tempo trasformato e viene messo sempre più al centro del lavoro della coppia analitica. Ciò ha portato ad un crescente interesse per il preverbale, la “musica” della seduta, il corpo, la rêverie, il gioco in analisi, anche con pazienti adulti. Al contempo la psicoanalisi in molti casi si è o è stata allontanata da ospedali e università, luoghi che in passato costituirono parte della culla delle sue origini. Nella ciclicità della storia, si assiste ora ad un “post-moderno”, potenziale ritorno della psicoanalisi nelle principali istituzioni di cura e di formazione. Si tratta oggi di una psicoanalisi trasformata dallo sviluppo del suo pensiero ed insieme dal confronto con la realtà dei giorni nostri, diversa da quella di cento anni fa. La psicoanalisi contemporanea, e la nostra società europea con lei, si trova a confrontarsi con qualità di dolore psichico differenti, con vuoti esistenziali incapsulati nel virtuale, con stati primitivi della mente che portano all’espressione di un’aggressività e sessualità diffuse, che non possono essere compresi e trasformati in assenza di un pensiero psicoanalitico. La psicoanalisi si rivolge quindi anche ad altri ambiti di cura. Attivando la “funzioni psicoanalitica della mente” (Bion, 1965) di gruppi di lavoro in istituzioni pubbliche e nel privato, la psicoanalisi ne feconda la cultura professionale dando luogo ad espressioni di cura meticcie e creative. Le trasformazioni che la psicoanalisi rende possibile sono quindi anche quelle che coinvolgono, trasformandoli appunto, setting di cura eterogenei: dalle terapia di coppia, alle terapie di gruppo, alla cura in corsia delle acuzie psichiatriche, alle nuove forme di cura domiciliare, etc.

Infine un’altra possibile ed interessante riflessione sulle trasformazioni in psicoanalisi si rivolge al cambiamento che un candidato sperimenta nel proprio modo di pensare e di lavorare nel corso del Training. Una trasformazione ed una crescita identitaria che dovrebbe continuare anche dopo gli anni di formazione.

Lavori dei candidati su questi temi e su altre possibili declinazioni del tema delle “trasformazioni” saranno benvenuti al Meeting Europeo di Milano 2018.

References
Bion W. (1965). Transformations. London: Karnac Books, 1984
Freud S. (1900). The Interpretation of Dreams. London: The Standard Edition Volume IV, 1953
IPA Project Committee on Clinical Observation and Testing (2014). Time for Change: Tracking Transformations in Psychoanalysis – The Three-Level Model. Karnac Books, 2014
Nicolò, A. M. (2017) (ed.). Ricerca in psicoanalisi. https://www.spiweb.it/news-esecutivo/ricerca-in-psicoanalisi/
Vigna-Taglianti M. (2017), I gruppi di ricerca sulle trasformazioni del processo analitico. https://www.spiweb.it/news-esecutivo/gruppi-ricerca-sulle-trasformazioni-nel-processo-analitico/

Abstract (250 words in English) submission deadline: 31 May 2018
Abstract acceptance notification: 1 July 2018
Registration deadline for presenters: 1 September 2018
Full paper submission deadline: 15 September 2018

 

Early registration fee (until 15 July 2018): € 70 (+ € 50 Ipso Party)

Late registration fee (from 16 July 2018): € 85 (+ € 50 Ipso Party)

 

Bank details for payment:
IPSO Euro Account
Name of Account: IPA TRUST LTD, IPSO Account 401276-68153839
Address: HSBC LONDON, 8 CANADA SQUARE, LONDON, E14 5HQ, UK
BIC: HBUKGB4B
IBAN: GB34 HBUK 4012 7668 1538 39
REFERENCE: [name], [country code], [psa society]

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close